Quando arrivai a Milano ero astemia. Un astemio ha tante difficoltà nel fare vita sociale. Beve acqua quando si va nelle vinerie. Sopporta lunghissimi cocktail analcolici quando va a ballare. Si riempie anidride carbonica e zuccheri inutili. Decisi così che avrei imparato a bere.
Disavventure in seguito a questa decisione ne ho avute molte ma ho guadagnato un gusto in più: quello per il buon vino.
Ora per me è un piacere scegliere la bottiglia, annusare guardare colore e consistenza, assaporare. Da astemia sono diventata una bevitrice snob. Di quelli che il vino deve essere sempre alla giusta temperatura. Non si fuma prima e durante...Non dico una purista della degustazione ma quasi.
Ora ironia della sorte lavoro proprio al sito internet di un enologo che ha una bella produzione di vini pregiati e sto imparando tanto.
I rossi sono certamente il suo forte, ma il mio debole rimane sempre la
falanghina, il primo vino bianco che ho apprezzato per la prima volta lontano dal mare, suo luogo d'elezione.
Fu capace di ricordarmelo anche se ero in piena pianura padana!