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giovedì, 26 febbraio 2009 Permalink
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E' stato dopo aver visto Juno, con sceneggiatura di Cody Diablo che mi è venuta la voglia di approfondire l'argomento. Da quanto lavoro con le parole ho sempre meno tempo per fare le cose che preferisco e la sceneggiatura è una di quelle cose che ti dici nella vita non ti serviranno mai...specie se vivi nella periferia dell'impero. Mi è capitato tra le mani un libro di Age, un noto e anziano sceneggiatore italiano, che mi ha aperto gli occhi circa la potenzialità di una tecnica non necessariamente per il cinema.
E' la tecnica "visiva" della quale gli americani conoscono bene il potenziale in termini di successo per il pubblico.
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martedì, 20 gennaio 2009 Permalink
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Ecco qualche giorno fa ne ho scoperta un'altra.
mà Perché Michele si firma Fioravante?
perché così si usava. Il nome di battesimo non doveva conoscerlo nessuno. Poi è arrivata la burocrazia...
Ma in che senso?
Si diceva che il nome di battesimo lo dovevano conoscere solo i genitori e il padrino, altrimenti chiunque avrebbe potuto fargli la fattura (incantesimo malvagio per chi non lo sapesse).
La cosa è venuta a cadere con la diffusione della scrittura, l'anagrafe ecc...
Non ci posso credere.
L'altro ieri era il medioevo.
E io che l'ho studiato sui libri!
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martedì, 06 gennaio 2009 Permalink
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Quando arrivai a Milano ero astemia. Un astemio ha tante difficoltà nel fare vita sociale. Beve acqua quando si va nelle vinerie. Sopporta lunghissimi cocktail analcolici quando va a ballare. Si riempie anidride carbonica e zuccheri inutili. Decisi così che avrei imparato a bere.
Disavventure in seguito a questa decisione ne ho avute molte ma ho guadagnato un gusto in più: quello per il buon vino.
Ora per me è un piacere scegliere la bottiglia, annusare guardare colore e consistenza, assaporare. Da astemia sono diventata una bevitrice snob. Di quelli che il vino deve essere sempre alla giusta temperatura. Non si fuma prima e durante...Non dico una purista della degustazione ma quasi.
Ora ironia della sorte lavoro proprio al sito internet di un enologo che ha una bella produzione di vini pregiati e sto imparando tanto.
I rossi sono certamente il suo forte, ma il mio debole rimane sempre la falanghina, il primo vino bianco che ho apprezzato per la prima volta lontano dal mare, suo luogo d'elezione.
Fu capace di ricordarmelo anche se ero in piena pianura padana!
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